
Mouse on Mars sono una delle rivelazioni della nuova scena tedesca di fine decennio Novanta. Le loro alchimie musicali aggiornano lo spirito audace di pionieri dell'elettronica anni '70 come Kraftwerk, Faust e Neu, dimostrando una peculiare abilità negli arrangiamenti e nel remixing. La band nasce nel 1992, su iniziativa di Andi Toma e Jan St. Werner, che si incontrano a Colonia ma si trasferiscono presto a Dusseldorf (la città dei Kraftwerk). Il primo Ep Frosch, su Too Pure, entra nella Top 3 della indie chart inglese nel 1994, mettendo in mostra subito l'approccio "trasversale" della band, abile nel mescolare generi disparati, dalla techno al kraut-rock. Segue il primo album Vulvaland, che alterna momenti di trance psichedelica ("Frosch") ad atmosfere più cupe e inquietanti ("Katang", "Future Dub" e "Chagrin"). Considerati, ai loro esordi, esponenti della scena drum & bass, i Mouse on Mars vengono presto etichettati con altri appellativi: Grind futurista, Kraut dub, Doom house.
Quando nel '95 esce il loro secondo album Iaora Thaiti, Melody Maker conia una nuova etichetta: post-techno, posizionando il disco nella Top 20. L'album combina dub, jungle e hip hop con divagazioni nella world-music e nelle sonorità cosmiche di Tangerine Dream. "Saturday Night Worldcup Fieber" è uno dei momenti più melodici; il drum'b'bass di "Kanu" aggiorna gli esperimenti più bizzarri dei Gong; la dissonante "Schunkel" rievoca i Pere Ubu di "Modern Dance"; mentre "Schlecktron" sembra una sinfonia spaziale dei Tangerine Dream o di Schulze "remixata" in uno studio di post-rock.
Un anno dopo il singolo "Cache Coeur Naif" diventa in breve tempo un club-hit in tutta Europa. Il brano, originale cocktail elettronico di grande brio e freschezza, si avvale delle interpretazioni di Laetitia Saider e Mary Hanson degli Stereolab, con i quali i due tedeschi avevano già lavorato come produttori in precedenza.
Il 12" "Saturday Night World Cup Fieber" è il successivo hit che apre la strada ad una prolifica serie di esperimenti in studio. Nel 1997 i risultati della loro ricerca diventano più visibili, concretizzandosi nel loro terzo album Autoditacker. Il disco passa con disinvoltura dalla techno più frizzante ed eccentrica ("Twift Shoeblade", "Sui Shop") al balletto meccanico di "Schnick Schnack Meltmade", dal reggae di "Scat" al tip tap di "Tux & Damask", fino alla partitura "spaziale" di "Sehnsud". Nel frattempo, esce anche la loro compilation Instrumentals che inaugura la fondazione della loro personale etichetta: Sonig. Da quel momento alle produzioni dei Mouse on Mars si accompagnano quelle di Vert, Microstoria, Scratch Pet Land, F:X: Randomiz e Workshop.
Il successivo Ep Cache Coer Naif, che vanta ancora l'apporto di Laetitia Sadier e Mary Hansen degli Stereolab, consolida la fama della band nei club europei. Una musica ancor più eccentrica connota Instrumentals (1998), con digressioni ambientali come "Pegel Gesetzt" e "Chromatic" e brani più melodici come "Rampatroullie" e "2001".
Nel 1998 il regista americano Josh Evans recluta i Mouse on Mars per sottoporgli la creazione di una colonna sonora. Toma e Warner accettano l'incarico e realizzano la musica con il nome di Glam. Da allora il duo comincia a lavorare alla realizzazione di sigle per la WDR (West Germany Broadcasting), alla composizione di colonne sonore per Arte ed alla creazione di remix per diversi gruppi.
I Mouse on Mars non sono certo delle "talpe da studio": armati di campionatori, computer, sintetizzatori, effetti fatti in casa, nuovi e vecchi strumenti analogici, calcano i palchi di mezzo mondo. Talvolta aggiungendo pochi elementi acustici, quali chitarra, basso o batteria. Il loro primo tour in Inghilterra (1994) è seguito da concerti nel resto d'Europa. Dal 1994 in poi il trio tocca spesso Giappone e Stati Uniti, ottenendo numerosi sold-out. Per poter organizzare più date, il duo appronta anche un potente two-men show.
Dopo l'interlocutorio Ep Hot on the heel of Pickly Dead Rizzoms, con la pubblicazione di Niun Niggung nel 1999, il duo si inserisce con successo nella Top 100. Il disco vanta un pugno di "collage" di pop ed elettronica ("Download Sofist", "Disphotek", "Diskdusk", mescolando cadenze robotiche, balletti d'androidi e dissonanze in stile post-rock. Il video di "Distroia", il singolo tratto dall'album e girato dal regista Rosa Barba, viene nominato miglior video nazionale al Viva Comet Award.
Il fatto che il duo riceva un premio al Linz Electronica Festival nello stesso anno testimonia della fascinazione generata delle loro produzioni, che potrebbero apparire pop, club, A-Musik oriented, coalizzando senza sforzo nuovi concetti musicali. Per questo motivo, i due ricevono anche il premio della radio tedesca: l'Eins Live Krone Fuer Innovation (corona/medaglia per l'innovazione).
Dal 1999 Andi Toma e Jan St.Warner tengono insieme conferenze per la musica sperimentale al Technical Institute nella facoltà di Disegno e Comunicazione Visiva.
Che la musica dei MOM sia più un "work in progress", che qualcosa di definito e completo diviene chiaro nel 2000, quando la band fa uscire una versione completamente revisionata dell'album Niun Niggun in Giappone e Stati Uniti. La rivista americana Spin inserisce l'album nella Top 20 dell'anno. Seguono l'indicazione anche diverse chart di college radio.
Di ritorno dal suo tour negli Usa e in Giappone, il gruppo si chiude in studio per registrare il nuovo album Idiology, attorniato da violini, violoncelli, clarinetti, trombe e grand piano. L'enigmatico batterista Dodo Nkishi canta in diversi pezzi, accompagnato da Matthew Herbert al piano. Vert e FX Randomiz, che collaborano ad alcuni programming, il violinista Matty Arouse e il talentuoso Harald Sack Ziegler ai fiati chiudono la ricca lista degli ospiti. Il risultato è un disco sorprendente, una vera lezione di elettronica, piena di spunti originali, a cominciare dall'iniziale, serrata "Actionist Respoke". "Presence" mette in mostra esili cartilagini melodiche e un'ambientazione per piano e voce che riecheggia Robert Wyatt. "First: Break" è un'improvvisazione estrema, tra kraut-rock e rave party. "Fantastic Analysis" è uno strumentale etereo, vicino a certa new age. "Catching Butterflies With Hands" è un altro assemblaggio di improvvisazioni free-form. "Paradical" è un esercizio raffinato di musica dissonante. "Unity Concept", stampato sul porta-cd, è recitato senza base o quasi da Nkishi. L'effetto complessivo è spiazzante, assordante e ipnotico al tempo stesso. Ma è soprattutto con questo disco che i Mouse on Mars si accreditano come una delle realtà più originali della scuola elettronica tedesca degli ultimi anni. Con il successivo Agit Itter It It (2002) il duo di Dusseldorf si concede una raccolta di rarità e di remix. Nel frattempo, Werner partecipa a due progetti collaterali, Microstoria e Lithops. Sotto quest'ultimo nome pubblica due album, Uni Umit (1997) e Didot (1998).
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