
Dopo appena un anno di vita i ragazzi li adorano, si vestono come loro e si scatenano ai loro concerti. Per il consumatore di musica e myspace -dipendente c’è la folle energia dei 3 singoli – l’ultimo, Magick, un peana all’occultismo di Aleistair Crowley viene regolarmente programmato su BBC Radio One ma è lontanissimo dal normale suono indie.
Per l’ascoltatore casuale si parla invece molto di “nu rave”, un termine coniato dal bassista Jamie Reynolds diversi mesi fa per descrivere il modo in cui la sua band fa riferimento ad un periodo in cui la dance dominava in Inghilterra.
Tuttavia i Klaxons sono pronti a farci sentire live l’album d’esordio “Myths of the Near Future”, che uscirà a fine gennaio 2007.
I 3 componenti (Jamie Reynolds, Simon Taylor, James Righton) sono diventati un legatissimo gruppo di fratelli di musica che guardano a tutto l’hype con un briciolo di distacco, sono anche lettori voraci e i loro testi sono pieni di riferimenti a Richard Brautigan, Thoms Pynchon, Jg Ballard, Alfred Jarry.
La parola klaxon deriva dal Greco e significa urlo. Tutti coloro che si sono ritrovati a pogare alla travolgente “Four Horsemen of 2012”, canzone che chiude i loro concerti ed anche l’album ammetteranno che i 3 sono degni di tale descrizione. Dall’altra parte invece ascoltate il nuovo melodico singolo “Golden Skans”, coi suoi cori Beach Boys degli anni ’80, e improvvisamente tutta la spigolosità si dissolve in un morbido sospiro. L’album finirà col sorprendere molte persone
Il 2007 potrebbe essere l’anno dei Klaxons con la loro immaginazione cosmica, coscienza di avanguardia, melodie inebrianti ed energia rabbiosa che mostra la via per il futuro.
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